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TUMORI UROTELIALI DELL'ALTO APPARATO URINARIO

I tumori uroteliali dell'alto apparato urinario (acronimo internazionale UTUC) rappresentano il 5-6% di tutti i carcinomi uroteliali. L'incidenza annuale nelle Nazioni Occidentali è di 2 ogni 100.000 persone, con un picco di incidenza tra i 70 e gli 80 anni. Tali neoplasie sono più frequenti negli uomini che nelle donne; il fumo di sigaretta rappresenta un sicuro fattore di rischio per il loro sviluppo. Tali neoplasie rientrano in quello che viene definito un fenomeno "panuroteliale", che interessa cioè tutto il rivestimento delle vie urinarie, dall' alto al basso apparato urinario. Infatti, nel 2-4% dei casi la neoformazione può manifestarsi in maniera sincrona o metacrona con altre neoplasie della via escretrice controlaterale, mentre nel 30-50% dei casi è preceduta o seguita da lesioni vescicali. Il 90-95% di tali tumori è rappresentato istologicamente da forme transizionali, 1-7% da squamocellulari, 1% da adenocarcinomi.

SINTOMATOLOGIA

Tali neoplasie si possono manifestare con ematuria macroscopica e/o dolore al fianco sostenuto da dilatazione della via escretrice a monte della lesione. Talvolta si sovrappongono complicanze infettive, con sviluppo di febbre elevata e brividi scuotenti. Nel 10-15% dei casi i pazienti sono asintomatici; tali neoplasie possono essere riscontrate incidentalmente in corso di esami effettuati per altri ragioni o per follow-up di tumori della vescica. Nella fasi molto avanzate di malattia compaiono sintomi sistemici quali astenia, dimagrimento, decadimento delle condizioni cliniche generali, dolori di origine metastatica.

DIAGNOSI

- Esame delle urine: è possibile riscontrare nel sedimento urinario microematuria e, se sovrapposta un' infezione delle vie urinarie, leucocituria e posititività dell' urinocoltura.
- Citologia urinaria da mitto spontaneo su 3 campioni
- Ecografia apparato urinario: permette di valutare la presenza di dilatazione della via escretrice; basso è il valore diagnostico per le neoplasie dell' alta via escretrice
- TAC addome con fase urografica (UROTAC): esame gold standard per la diagnosi delle neoplasie dell' alta via escretrice
- Ureterorenoscopia Flessibile: procedura che tramite l'utilizzo di ureterorenoscopi flessibili, meglio se digitali di ultima generazione come disponibili in Humanitas, consente di studiare endoscopicamente sia l'uretere che tutto il sistema pielo-caliceale renale permettendo sia la diagnosi, con possibilità di effettuare biopsie per l' esame istologico, che il trattamento estirpativo delle lesioni stesse.

TERAPIA

Il gold standard per il trattamento delle neoplasie dell' alta via escretrice è rappresentato dalla nefroureterectomia, cioè dalla rimozione di tutto il rene e dell' uretere omolaterale alla lesione. In tali casi il paziente rimarrà con un rene unico, condizione comunque compatibile con un'ottima qualità di vita, laddove però non esistano delle comorbidità che possano predisporre ad un' insufficienza renale cronica. Tuttavia negli ultimi anni, in centri altamente specializzati come lo "Stone Center" di Humanitas con disponibilità di tecnologie altamente avanzate (ureterorenoscopi flessibili digitali e laser ad Olmio), esiste, in casi selezionati (tumori di basso grado e di piccole dimensioni) la possibilità di effettuare un trattamento ablativo endoscopico dei tumori dell' alta via escretrice, con ottimi risultati. Sicuramente l'indicazione al trattamento endoscopico di tali neoplasie è mandatoria in presenza di un rene unico, malattia bilaterale, insufficienza renale cronica; elettiva negli altri casi. Altrettanto importante è che il paziente con neoplasia uroteliale dell'alta via escretrice che decide di essere trattato per via endoscopica accetti la necessità di un follow-up endoscopico (quindi in sala operatoria con anestesia generale) assai stringente con cadenza che nei primi mesi può essere addirittura trimestrale.

 

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